Jun 12 2010

Dirittti: vanno usati.

Il problema grosso della legge bavaglio è che siamo un popolo di curiosi e le intercettazioni le leggiamo per avere solo un’argomentazione in più per prendercela con qualcuno o con qualche movimento. Del processo che ne scaturisce non ci interesserà mai nulla. Ed è il problema, perchè tanto anche se informi i cittadini italiani, questi non sanno cosa farsene dell’informazione. Per dire…oggi Lamberto ha twittato questa cosa:

Padre tornato dagli USA: la BP ha abbassato i prezzi alla pompa,ma quando qualcuno si ferma i passanti abbassano i finestrini e lo insultano.

Questo è un uso dell’informazione. Da noi non mi risulta che la gente smetta di vedere il grande fratello perché Berlusconi fa danni a destra e manca o perchè va a puttane o perché non si capisce (o se si capisce è peggio) da dove vengano i “fondi” con cui ha cominciato a “operare”. Non mi risulta nemmeno che la gente smetta di comprare Fiat perché pesa sul bilancio dello Stato (oggi meno di ieri per fortuna). O che la gente insulti chi compra le borse finte per strada.

Eppure è esattamente quello che andrebbe fatto una volta ricevuta l’informazione. E nella politica più ancora che nell’economia, anche se la seconda è più influente della prima ormai. Per tanto l’esempio da seguire ve lo do io: se un politico non vi piace perché in qualche intercettazione passata (visto che non ne leggeremo più in pratica) è emerso che faceva qualcosa di delittuoso o illecito non votatelo alle prossime elezioni. E visto che (almeno alle politiche) non potete scegliere il nome del candidato, estendete il ragionamento al partito: non votate il partito di questo individuo. Arrivarete ben presto alla conclusione che potete risparmiarvi la passeggiata al seggio. Oppure se volete farla potete andare a farvi annullare la scheda.

Bisogna fare scelte e assumersi le responsabilità per le conseguenze che questo portano, e sapere che se il voto è uno strumento generico e periodico (e non modificabile in corso d’opera) ne esiste un altro che è quotidiano e specifico con cui potete tenere in mano la gente: le scelte di consumo. Potete scegliere a chi dare denaro e a chi no. Se per dire trovate la Cina un paese di rincoglioniti che pensano di essere i nuovi capitalisti quando non sanno che il capitalismo e il libero mercato non esiste senza proprietà, allora potreste smettere di comprare cose che vengono dalla Cina. E non ditemi che non si può fare.

Oppure se, per dire, in un bar vedete che il barista fa lo stronzo con un cliente, smettete di andarci. E lo stesso vale per il tabaccaio, il supermercato, il giornalaio, la pompa di benzina. E sì…potete anche insultare chi va in quei posti. Se c’è un buon motivo per farlo.

Il problema dell’Italia è che ci piace tantissimo avere i diritti, quasi li collezionassimo, ma poi quando si tratta di usarli o farli valere non sappiamo neanche da che parte cominciare. E se non facciamo valere i nostri diritti difficilmente creeremo un mercato efficiente.


Jul 3 2009

Lo scandalo Berlusconi

Lo scandalo Berlusconi,
una tragedia per l’Italia

“A causa dell’erosione della vita politica del Paese di cui Berlusconi si è reso
responsabile nemmeno la sua dipartita potrebbe offrire all’Italia una chiara via verso il rinnovamento”
di GEOFF ANDREWS

Silvio Berlusconi, lo statista-populista di maggior successo dell’era moderna, ha messo a punto ormai da molto tempo l’arte di passare oltre la testa dei politici di professione per mirare direttamente alla “pancia” – anziché al “cervello” – dell’italiano medio. Durante i suoi tre mandati da primo ministro (dal maggio 1994 al gennaio 1995, dal giugno 2001 al maggio 2006 e dal maggio 2008 a oggi) Berlusconi ha assistito all’alternarsi di sette leader del centrosinistra, finendo cosí per affermarsi come figura dominante del panorama politico italiano. In questo, la sua abilità nel controllare i mezzi di comunicazione e trarre vantaggio persino dalle critiche che gli vengono rivolte si è rivelata una risorsa di valore inestimabile.

Questo modello di dominazione potrebbe forse cambiare di qui a breve? Che la lunga egemonia di Berlusconi abbia ormai i giorni contati? L’ultima raffica di vicende e scandali – riguardanti i suoi rapporti con giovani donne, a cominciare da Noemi Letizia, l’amica diciottenne di Napoli che lo chiama “Papi” – sono certamente le più compromettenti tra quelle che Berlusconi ha dovuto affrontare, e il fatto stesso che egli non sia più in grado di controllare gli eventi è di certo molto significativo.

Si è intanto diffusa la sensazione che nell’ambito della vicenda il destino di Berlusconi abbia assunto un rilievo secondario, dal momento che gli eventi che hanno travolto il premier settantaduenne e a cui la stampa nazionale e internazionale dedicano ormai ampio spazio non possono più essere ridotti ad una semplice questione di condotta personale. La crisi di Berlusconi rispecchia semmai la singolare tragedia dell’Italia moderna.

Una bufera che investe i media e la politica. In passato, Silvio Berlusconi aveva già richiamato su di sé le critiche dei mezzi di comunicazione. Questa volta però dalle continue affermazioni di giovani donne che dichiarano di aver ricevuto da lui denaro in cambio di prestazioni sessuali rivela al cuore della politica italiana la presenza di una trama di raggiri e inganni.

È vero, malgrado le smentite del premier al riguardo, raramente nel corso della sua carriera sfera pubblica e privata sono rimaste separate. Gli ultimi eventi hanno però rivelato con grande eloquenza sino a che punto i valori di Silvio Berlusconi siano profondamente radicati nella vita pubblica italiana.

La sua sprezzante reazione di fronte alle affermazioni di diverse donne – che dichiarano di aver avuto con lui incontri sessuali in cambio di denaro, dell’opportunità di lavorare nel suo network televisivo o della candidatura nel suo partito – indica una tale mancanza di trasparenza all’interno del sistema politico italiano e rappresenta una minaccia alla libertà dei mezzi di comunicazione che in qualsiasi altra democrazia occidentale sarebbero considerate inaccettabili. Per diverse settimane Berlusconi ha ignorato queste dichiarazioni, rifiutandosi inoltre di rispondere alle domande che gli venivano rivolte (tra gli altri, da Open Democracy: vedi Silvio Berlusconi: ten more questions [5 giugno 2009] e Silvio Berlusconi: answers, please [9 giugno 2009]).

Era dunque prevedibile che il primo ministro decidesse di ignorare i tradizionali canali di trasparenza democratica per affidare alla rivista di gossip Chi, di cui è proprietario, le proprie smentite. Il suo comportamento lascia pensare che alla politica, in Italia, sia subentrata la personale esibizione di onnipotenza. In quali abissi potranno ancora sprofondare la decrepita cultura politica nazionale e il suo corpo politico degenere?

Dall’otto al dieci luglio l’Italia ospiterà il G8, e in quell’occasione la condotta del premier sarà al centro dell’attenzione. Nell’ambito della comunità internazionale, Berlusconi è più isolato che mai, e conta come unico stretto alleato il presidente russo Dmitry Medvedev. I segnali che indicano come l’indebolirsi della sua posizione nuoccia alla reputazione stessa dell’Italia sono numerosi, e vanno dalle imbarazzate reazioni degli altri leader di fronte alla sua condotta al tentativo compiuto da un gruppo di esponenti del mondo della cultura di convincere le “first ladies” del G8 a boicottare l’incontro de L’Aquila. Persino i suoi rapporti con la Chiesa cattolica sono tesi: dopo un fugace riavvicinamento avvenuto in occasione del suo tentativo di far approvare un decreto che salvasse la vita di Eluana Englaro, le ultime indiscrezioni emerse sul conto di Berlusconi hanno spinto alcuni autorevoli rappresentanti ecclesiastici ad ammonirlo (l’arcivescovo Angelo Bagnasco, di Genova, ha esplicitamente condannato “gli uomini ubriachi di un delirio di grandezza”).

La crisi però non riguarda solo i suoi rapporti con giovani donne. Il 21 maggio scorso Berlusconi aveva definito il Parlamento italiano “inutile”, aggiungendo che cento parlamentari sarebbero sufficienti a svolgere il lavoro necessario. Lo scorso febbraio, una sentenza del tribunale ha stabilito che Berlusconi ha corrotto l’avvocato britannico David Mills affinché questi affermasse il falso – Berlusconi intanto, è al riparo da eventuali accuse grazie alla legge sull’immunità parlamentare approvata dal suo governo. Il primo ministro non ha dato alcuna spiegazione al riguardo.
La reiterata mancanza di rispetto nei confronti della trasparenza dei procedimenti democratici da parte del leader eletto del Paese ha spinto La Repubblica – che ha svolto un esemplare lavoro di ricerca della verità nell’operato di Berlusconi – a sottoporgli altre dieci domande (vedi Le dieci domande mai poste al Cavaliere, [14 maggio 2009] e Le dieci nuove domande al Cavaliere [La Repubblica, 26 giugno 2009]).

Anche l’atteggiamento del governo nei confronti dei mezzi di comunicazione che non sono sotto il suo controllo appaiono però problematici. Berlusconi ha esortato le aziende a non comprare spazi pubblicitari sul settimanale L’Espresso, pubblicato dallo stesso gruppo editoriale di cui fa parte La Repubblica, mentre il ministro per la Cultura (nonché stretto alleato di Berlusconi) Sandro Bondi ha definito il quotidiano “una minaccia alla democrazia”. Un modo decisamente insolito per definire il normale funzionamento di un giornale nell’ambito di una società libera.

Inoltre, il direttore della rete pubblica Rai – che rientra nell’impero mediatico di Berlusconi – ha deciso di non mandare in onda alcuni particolari riguardanti le accuse che vedono coinvolto il premier, con una decisione che in Gran Bretagna corrisponderebbe al rifiuto da parte delle Bbc di coprire lo scandalo sui rimborsi dei parlamentari.

Berlusconi e quel che verrà. L’Italia è un Paese molto diviso, e le condanne che la stampa internazionale ha lanciato al suo leader toccano solo una parte della popolazione – ma contribuiscono a diffondere un clima di vergogna e imbarazzo tra gli italiani che vivono dentro e fuori l’Italia, la cui identità è legata al personaggio di Silvio Berlusconi. La consapevolezza che le cose non possono continuare in questo modo è sempre più diffusa; e insieme all’intensificarsi delle critiche sollevate dalla stampa estera è aumentato il numero degli italiani che hanno deciso di dare sfogo alla propria rabbia e appellarsi agli alleati occidentali affinché proseguano con le loro indagini.

Tra l’altro, alcuni dei più stretti alleati di Silvio Berlusconi hanno indicato a Guy Dinmore, corrispondente da Roma del Financial Times, di volersi preparare ad un futuro senza di lui (vedi Berlusconi whispers grow louder, pubblicato dal Financial Times il 25 giugno scorso): sono chiaramente molto preoccupati al pensiero di dove possa condurli questa pista di comportamenti dubbi e forse illeciti. Secondo Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio nonché uno dei più scaltri alleati di Berlusconi, l’Italia potrebbe presto trovarsi di fronte ad un nuovo “24 luglio” – in riferimento al giorno (del 1943) in cui Mussolini fu allontanato da Vittorio Emanuele III e in seguito al quale fondò la Repubblica di Salò.

L’Italia si trova ancora una volta alle prese con un leader ossessionato dal potere, che dopo essersi posto al di sopra della legge e ritenendosi invincibile potrebbe decidere, in un estremo gesto di sfida, di far cadere altri insieme a sé.

Viviamo tempi inquietanti per tutti coloro che – a prescindere dal proprio orientamento politico – hanno a cuore l’Italia. Berlusconi non rassegnerà facilmente le dimissioni: se rinunciasse al potere – volontariamente, o sulla scia di pressioni – perderebbe l’immunità parlamentare e rischierebbe di dover rispondere di nuovi capi d’accusa. All’interno del suo partito intanto non è ancora emerso un possibile successore in grado di raccogliere ampi consensi.

L’opposizione continua ad essere molto debole, e non si scorge alcuna imminente possibilità di riforme – di cui il sistema costituzionale italiano ha grande bisogno – né il sorgere di alcun movimento popolare mirato al rinnovamento.

Gli unici a trarre vantaggio politico dai problemi di Berlusconi sono, ad oggi, gli xenofobi della Lega Nord, che alle elezioni per il Parlamento europeo del 6-7 giugno hanno ottenuto dei buoni risultati. La Lega si dimostra ancora una volta un alleato scomodo, come accadde nel dicembre del 1994, quando cadde il primo governo Berlusconi.

Ammesso che sopraggiunga, la fine del regno di Berlusconi potrebbe essere lunga e dolorosa, e annunciare per l’Italia un avvenire cupo. Una vera tragedia.


Jun 29 2009

Tariffe di iphone con l’ingresso di H3G

Riporto un confronto di tariffe per l’iphone. Così….tanto per farvi vedere che non dicevo (dicevamo) cazzate quando parlavamo dei prezzi usurai di tim e vodafone.

Iniziamo dall’analisi dell’offerta iPhone con comodato d’uso e piani postpagati: con l’Abbonamento Zero8 Top si potrà avere l’iPhone 3G 8GB a 0 euro, l’iPhone 3G S 16GB a 99 euro e l’iPhone 3G S 32GB a 199 euro, tutti con 20GB di traffico dati, 2000 minuti di chiamate verso tutti e 600 SMS/MMS verso tutti inclusi nel canone mensile di 79 euro (durata minima 23 mesi). Con l’abbonamento Zero7 Top si potrà avere invece l’iPhone 3G 8GB a 49 euro, l’iPhone 3G S 16GB a 149 euro e l’iPhone 3G S 32GB a 249 euro, mentre con l’abbonamento Zero6 Top i costi sono rispettivamente 99, 199 euro e 299 euro.

iPhone 3G 8GB, iPhone 3G S 16GB e iPhone 3G S 32GB saranno disponibili anche con i piani in Abbonamento Business Zero8 PRO (con canone mensile di 65 euro + Iva), Zero7 PRO (con canone mensile di 40 euro + Iva) e Zero6 PRO (con canone mensile di 24 euro + Iva). Nei prossimi giorni 3 Italia comunicherà ulteriori offerte dedicate alla clientela business.

Interessante anche l’offerta iPhone per i clienti ricaricabili.

A fronte di un impegno di ricarica mensile di 30 euro (per 24 mesi) sarà possibile avere l’iPhone 3G 8GB a 99 euro, l’iPhone 3G S 16GB a 199 euro e l’iPhone 3G S 32GB a 299 euro, con 3 GB al mese gratis fino al 31 dicembre 2009. Se la ricarica mensile è di 20 euro i costi saranno i seguenti: ’Phone 3G 8GB a 199 euro, iPhone 3G S 16GB a 299 euro e iPhone 3G S 32GB a 399 euro, con 3 GB al mese gratis fino al 31 dicembre 2009. Più alti i prezzi con una ricarica mensile di 10 euro: 3G 8GB a 399 euro, 3G S 16GB a 499 euro e 3G S 32GB a 599 euro, con 3 GB al mese gratis fino al 31 dicembre 2009.

Dal 1 gennaio 2010, i clienti potranno usufruire dei 3GB al mese di traffico dati al costo di 5 euro al mese.

Offerta iPhone in acquisto: chi vuole acquistare l’iPhone con abbonamento o ricaricabile senza sottoscrivere un comodato d’uso, potrà avere l’iPhone 3G 8GB a 499 euro, l’iPhone 3G S 16GB a 599 euro e l’iPhone 3G S 32GB a 699 euro. I clienti ricaricabili avranno inclusi 3GB al mese gratis fino al 31 dicembre 2009 (al costo di 5 euro/mese dal 1 gennaio 2010).

Alcune considerazioni sull’iPhone by 3: prendiamo l’offerta in abbonamento rivolta agli alto spendenti, quindi quella più costosa dei 3 operatori e l’iPhone top di gamma (3G S 32GB): Zero8 Top di 3 Italia, Tuttocompreso 2.0 Unlimited di Tim e Più Facile Extralarge di Vodafone. Sommiamo il costo del terminale e la fee mensile dopo 24 mesi di abbonamento (anche se la durata obbligatoria per 3 è di 23 mesi verso i 24 di Vodafone e Tim). La spesa complessiva è di 2095 euro per 3 Italia, di 4389 euro per Tim (+109% rispetto a 3 Italia) e 3969 euro per Vodafone (+89% rispetto a 3 Italia).

In valore assoluto, 87 euro al mese per 3 Italia contro i 182 euro di Tim e i 165 euro al mese di Vodafone.

Per ottenere che cosa? E’ vero che 3 Italia offre 800 ore di voce contro le 2000 di Tim e le 1000 di Vodafone, però 3 Italia mette sul piatto 480GB di traffico internet, ovvero il quadruplo di Tim (120GB) e 10 volte più di Vodafone (48GB), oltre a 14.400 SMS contro zero.

Prendiamo invece l’offerta in abbonamento più economica dei 3 operatori e l’iPhone 3G S da 16 GB: Zero6 Top di 3 Italia, Tuttocompreso 2.0 Starter di Tim e Più Facile Stile Libero di Vodafone. Sommiamo il costo del terminale e la fee mensile dopo 24 mesi di abbonamento contro i 23 di H3G. La spesa complessiva è di 895 euro per 3 Italia, di 629 euro per Tim (-29% rispetto a 3 Italia) e di 725 euro per Vodafone (-19% rispetto a 3 Italia).

In valore assoluto, 37 euro al mese per 3 Italia, 26 euro per Tim e 30 euro per Vodafone.

Per ottenere cosa? In questo caso 3 costa un poco di più ma offre un pacchetto ben diverso: 160 ore di voce, 4800 SMS e 96 GB di traffico internet massimo per 3 mentre Tim e Vodafone prevedono il pagamento di voce e SMS ed includono rispettivamente 24 GB di traffico per Tim e 48GB di traffico per Vodafone.

Facciamo lo stesso esercizio per la ricaricabile: l’offerta più costosa dei 3 operatori è l’iPhone 3G S da 32 GB: Scegli 3 con 30 euro di ricarica mensile per 3 Italia, Tutto compreso 2.0 Unlimited per Tim e Più Facile Medium per Vodafone.

La spesa complessiva è di 1019 euro per 3 Italia, 4389 per Tim (+330% rispetto a 3 Italia) e 1817 per Vodafone (+78% rispetto a 3 Italia).

In valore assoluto, 42 euro/mese per 3, 182 euro/mese per Tim e 75/mese euro per Vodafone.

Per ottenere cosa? Con 3 il cliente ha 720 euro di vere e proprie ricariche, cioè credito a disposizione del cliente per qualsiasi tipologia di traffico., Vodafone include 200 ore voce ma fa pagare gli SMS, Tim include 2000 ore voce ma costa oltre 4 volte più di Tre e fa pagare gli SMS. Nei dati, ai 72 GB di 3 corrispondono i 120 GB di Tim e i 48 GB di Vodafone.

Prendiamo l’offerta ricaricabile più economica dei 3 operatori e l’iPhone 3G S da 16 GB: Scegli 3 con 10 euro di ricarica mensile per 3 Italia, Tutto compreso 2.0 Starter per Tim e Più Facile Medium per Vodafone.

La spesa complessiva è di 739 euro per 3 Italia, 629 per Tim (-14% rispetto a 3 Italia) e 1757 per Vodafone (+137% rispetto a 3 Italia).

In valore assoluto, 30 euro/mese per 3, 26 euro per Tim e 73 euro per Vodafone.

Per ottenere cosa? Con 3 il cliente ha 240 euro di vere e proprie ricariche, cioè credito a disposizione del cliente per qualsiasi tipologia di traffico. Con Tim invece paga 360 euro di solo canone e deve poi pagare chiamate ed SMS, mentre Vodafone include 200 ore di voce ma fa pagare gli SMS. Nei dati, ai 72 GB di 3 corrispondono i 24 GB di Tim e i 48 GB di Vodafone.

C’è da aggiungere che in tutte le altre tariffazioni intermedie 3 è generalmente più conveniente per costi e offerta inclusa rispetto alle tariffe di Tim e Vodafone.

Se volete potete dire che la fonte è di parte (un forum slegato dagli operatori ma che si chiama mondo3), ma io vi assicuro che i dati delle tariffe sono assolutamente corretti.


Jun 25 2009

Numeri scritti in bianco

Alle ore 13 e 35 circa di giovedì 25 giugno 2009 la homepage di corriere.it è la seguente:

corriere.it

Qualora non abbiate notato nulla di particolare vi vengo incontro. Le prime tre notizie riguardano l’economia italiana o meglio l’opinione (o meglio ancora il giudizio) di tre organismi non governativi (cioè indipendenti) sulla situazione italiana.
La quarta, fotografata solo in parte riguarda il danneggiamento (distruzione) dell’automobile di una testimone di un indagine a carico del presidente del Consiglio. Ma di questo ne parliamo un’altra volta (fra non molto).
Io vorrei sapere in quale nazione democratica sviluppata queste tre notizie insieme non indurrebbero AUTOMATICAMENTE il ministro dell’Economia a dimissioni immediate e irrevocabili. O quantomeno, visto che la nostra non è una nazione con una democrazia sviluppata, a fare delle RIFORME. Da quant’è che c’è il governo Berlusconi? 1 anno? Che riforma ha fatto?????? Quali??? Contratti di lavoro? No. Pensioni? No (è evidente dal terzo articolo e spero ne facciano una per farci uscire della procedura di infrazione). Ammortizzatori sociali? No. Sicurezza sul lavoro? No (non hanno fatto una riforma). Sulla produttività? No. Anzi si: i tornelli. E si è mai parlato di Sviluppo? No. O meglio si, sul nucleare. E hanno fatto anche una proposta. Respinta per mancanza della copertura finanziaria. Che sfiga, eh.

Allora io non credo a quelli che dicono: “eh si, ma di là chi c’è? nel partito democratico chi c’è di capace? farebbero meglio?”.
La mia risposta è: si, probabilmente. Chiunque farebbe meglio, anche un bambino. Senza contare i precedenti.
I governi Prodi I e II sono caduti perchè hanno fatto (non solo in economia) e hanno fatto nell’interesse del paese che va, solitamente, in senso opposto all’interesse delle forze parlamentari. Che infatti l’hanno fatto cadere. Tutto ciò detto molto grossolanamente.
Io credo che il partito democratico, se fosse al governo, riuscirebbe sicuramente a fare qualcosa. Ad agire e a reagire alla crisi. Perchè è questo il punto, ora nei ministeri economici stanno scaldando le poltrone. Non hanno prodotto niente. E l’occasione della crisi economica – lo si è detto centinaia di volte – è unica. Il mercato si ripulisce, chi non resiste esce dal mercato, fallisce…e gli operatori (le aziende grandi e piccole) che sopravvivono si ricollocano dando vita a nuovi equilibri su cui si fonda lo sviluppo. Ma se non sostieni tutto ciò con le riforme…beh allora sarà stagnazione forever.


Jun 19 2009

iPhone 3gs & H3G + Twit-Marketing (2)

In puro stile berlusconiano confuto quanto scritto prima, almeno in parte. Infatti è da poco uscito questo twit:

3italia morsica la mela :) prezzi più bassi, rete più veloce e dati inclusi anche sulla ricaricabile.

Per cui anche qua bisogna interpretare, però sembra abbastanza ormai indispensabile - e imminente (ovvero al max entro 10 giorni secondo me) – un annuncio di intesa h3g-apple. Oppure altrimenti vorrà dire che l’h3g non scenderà in campo (dio mio che espressione!) con la apple.

Altro aggiornamento…e questo è un caso pratico di irrazionalità del consumatore. Apple venderà – vende già in realtà – l’iphone 3g (8gb) e 3gs (16-32gb) sul proprio store a 20€ in meno (-3% e -3.5% circa) di tim e vodafone. La spedizione è gratis. In un mercato senza deformazioni nell’informazione (deformazioni in senso lato…intendendo come possibilità di sapere) vodafone e tim non dovrebbero vendere neanche mezzo telefono. Salvo a quei consumatori che valutano l’attendere 48h (al massimo) 20€ (o pù). Tutti gli altri sono irrazionali o per deformità mentale o per scelta dei canali di informazione.

Almeno sugli annunci si fanno un pò di concorrenza nella telefonia. E che cazzo!

Spettacolare, eh?
Fabio

// Add //

@3Italia lavorerà tutto il weekend per dare ad inizio settimana i dettagli dell’offerta. FRUTTA BBONA, anche per gli scettici :-)

// Add 2 – definitivo :-) //

Mentre scrivevo il post sopra è uscito il comunicato ufficiale su twitter (e anche un comunicato stampa) sull’uscita di iphone con h3g (aka 3).

@3italia da luglio il nuovo iPhone 3G S. L’iPhone 3G 8GB disponibile da 0 euro in abbonamento. Dettagli tra qualche giorno. Buon weekend! :-)

E questo mette la parola fine su “la 3 avrà l’iphone?”. Ora bisogna vedere i prezzi, l’unico ”prezzo” che è certo è che l’iphone 3g da 8gb può essere acquistato a 0€ in abbonamento (è specificato nel comunicato stampa, ma altri dettagli non ce ne sono).
E per rimanere in metafora io vi posso dire che il cuoco è ancora in cucina, si deve aspettare lunedì per sapere i prezzi dei piatti.