Aug
30
2008
Questo è un post a quattro argomenti. Non so se sia legale fare un post a quattro argomenti però lo faccio.
Ho pensato che ci starebbe molto bene un’immagine divisa in quattro quadranti con in ognuno di essi la foto di un argomento…però google non me l’ha trovata e ho preso la prima che mi è capitata a tiro. Che non è bruttissima, anzi forse ha anche un suo casuale perchè.
Degli Spezzatini & Del Mercato
Accendi alla tv e ti parlano di Alitalia. Dicesi Alitalia una compagnia in fallimento che genera uno stato d’emergenza di cui è molto facile approfittare.
L’orgoglio nazionale ferito dal nemico d’oltralpe, e il campanilisimo, ci ha impedito di vendere la bagnarola ai francesi lo scorso gennaio a condizioni di mercato più che soddisfacenti per noi. 2 mld€ in totale, OPS (offerta di pubblico scambio d’azioni), debiti e attività in mano a chi le compagnie le sa gestire.
Niet. Rifiutammo. L’Italia agli italiani. L’Alitalia agli imprenditoruncoli degli italiani. Colaninno, Mercegaglia, Ligresti, Caltagirone. I debiti agli italiani (ce li gestisce Fantozzi per un pò, poi ammetterà che non c’è nulla da fare e lo stato ripianerà i debiti…pozzo senza fondo, verrà pagato a piè di pagina come piace a Bossi), l’Alitalia agli imprenditoruncoli, gli uomini dei miracoli quelli della non trasparenza, del sotterfugio e delle riconversioni. Quelli che fra 5 anni inizieranno a vendere le proprie quote quando capiranno che l’Alitalia lavora solo nel mercato domestico ormai e che il mercato aereo domestico non frutta granchè. Ci avviamo verso un monopolio (prima era un duopolio) AirOne-Alitalia nel mercato interno, mentre per l’estero i voli lowcost saranno sempre preferiti dall’utenza di massa, e le compagnie serie saranno sempre preferite (salvo alleanze e intese, comunque svantaggiose rispetto ad una fusione con airfrance) all’Alitalia. Vedi la British per andare a Londra, la Lufthansa per raggiungere la Germania, Iberia per la Spagna…etc. etc. etc.
Non c’è competitività, neanche se scrivessimo Made In Italy o se mettessimo il marchio Ferrari su ogni aereo.
Spezzatini…le attività vendute a 1mld€ (airfrance per 2 mld€ si prendeva debiti e attività al 100%) e i debiti sulle spalle dei contribuenti. Gli italiani non ne capiscono di economia, se non inerentemente ai prezzi di frutta, verdura, telefonini, caffè e partite di calcio in tv.
E Berlusconi sostiene di aver fatto lavorare il mercato…bel coraggio. In una democrazia non resisterebbe più di cinque minuti. Tanto meno le sue aziende nel libero mercato.
Dei Democratici
Seconda notizia: Denver. La convention dei donkeys ha spaccato. Deve essere stata una cosa unica…McCain fa ridere e la sua vice anche (mi sembra tanto una Carfagna – che da settimane non si fa più sentire per fortuna)…non so se Obama vincerà, ma francamente mi interessa poco…la sua è la politica-champagne, è la politica con stile, quello che i partiti conservatori non hanno e non avranno mai. Poi, io ovviamente spero vinca per le promesse che ha fatto (fra tutte quella dell’indipendenza dal petrolio in dieci anni – noi lo capiremo fra 30 anni e sarà troppo tardi) ma ha già la mia stima per come parla e come riesce a convincere la gente…è un mago. Fine della storia.
McCain ci sono tanti motivi per non votarlo…è vecchio, è un interventista, non ha la dignità di difendere il suo predecessore che pure viene dallo stesso partito, è brutto, è staccato dai problemi del ceto medio, da chi lavora, è staccato dai problemi economici. E ha una vice che ha solamente un fine elettorale…poi che farà??? Biden spacca invece! Go Donkeys!!!
Dei miei capelli
I tg non ne parlano, ma fanno male. I miei capelli sono ricresciuti e molto, penso di essere al record. Tutto qua…non ho intenzione di tagliarli a breve…e soprattutto non corti. Questi capelli sono cresciuti sui libri cazzo…studio troppo!!!
Fabio
P.S.
forse un giorno farò qualche gagliarda modifica al blog…chissà. Per ora studio.
3 comments | tags: Barack Obama, economia, Obama, politica | posted in News, versione vecchia del blog :)
Aug
30
2008
Hey Hey My My
Rock’n'Roll will never die
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Aug
25
2008
Difficile trovare al giorno d’oggi un gioco sano, soprattutto dal momento che in questa città di cacca i giochi più diffusi sono l’alcolismo, le droghe leggere, la guida spericolata, e, ma questo è in realtà più uno sport, il consumo spropositato di benzina.
Facile invece provare nostalgia per quei giochi che facevamo un pò tutti da bambini. Personalmente ho ricordo di molti giochi, fra tutti i lego e alcuni bellissimi giochi in scatola come crack o brivido, ma anche l’isola di fuoco.
Forse è proprio perchè sono cresciuto a suon di giochi in scatola con mia sorella e i vicini che quando passo di fronte a i giochi dei grandi provo un istinto di shopper senza pari. Benchè le vetrine piene di draghi e simili mi dicano pochissimo, l’interno è meraviglioso…è un negozio come lo Scrittoio, quel tipo di negozio che potresti mettere vicino ad Ollivander in Harry Potter a Diagon Alley. Entri e scopri che c’è qualcosina sempre oltre, che qualcosa di banale come un gioco in scatola o una penna ha in realtà una grandissima passione dietro di esso.
Quindi resti piacevolmente stupito quando scopri che ci sono le fiere dei giochi in scatola, che l’inventore di un gioco in scatola è sostanzialmente un genio, tecnicamente anzi è un estimatore della teoria dei giochi.
E così oggi sono capitato lì e ho trovato un’espansione del mio gioco preferito, Carcassonne, che mi mancava. Anzi formalmente non mi mancava, perchè in Italia non è ancora uscita, nè si sa quando uscità…però, dato che viviamo in un mondo aperto al commercio, ho trovato, per puro caso, quell’espansione in inglese. E non potevo fare altrimenti…è un tributo ai giochi del passato, al vivere degli anni 80 e 90, uno schiaffo a mano aperta a chi passa (o perde) sempre il proprio tempo a bere, parlando sempre di calcio e dei soliti argomenti.
I giochi da tavolo fanno bene non c’è che dire…per opinioni chiedere a Pietro, Fra, Diana, Elisa, Stefano, Luca, Andrea, Luca, etc….e ad Enzo che però ogni tanto ribalta il tabellone di risiko.
Fabio
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Aug
24
2008
Non ho mai parlato sul blog delle Olimpiadi di Pechino 2008. Mi sono perso la cerimonia di apertura perchè stavo tornando dal campeggio e ho visto si e no quattro o cinque competizioni. Erano Olimpiadi insipide…le vedevo insipide, non sapevano di niente, non servivano a nessuno se non alla Cina. Senza dilungarsi su come l’informazione sia stata piegata agli interessi economici (questo succede spesso anche in Italia magari senza che ce ne accorgiamo) non sentivo proprio la necessità di queste Olimpiadi che poi per la prima volta non sono state ospitate da una città, ma da una nazione. Queste erano le Olimpiadi della Cina, non di Pechino. Quelle di Londra non saranno dell’Inghilterra, saranno di Londra (che cazzo!!!). Che ci facevamo? Che ci facevano anche gli altri? Potevano farsele i cinesi da sole…a me non danno fastidio i cinesi (pare assurdo, ma c’è chi dice cose simili senza conoscere niente – almeno io non ne so niente, però mantengo un non-giudizio neutro), però queste Olimpiadi erano di plastica, inutili, slegate dallo sport. Il medagliere sembrava una tabella OCSE…le medaglie stanno tutte nei primi dieci posti e gli altri 190 partecipanti niente…come la distribuzione della ricchezza, o delle risorse per produrla, nel mondo.
Non mi sono piaciute, è mancato lo spirito olimpico…ci sono stati certamente bei momenti però ad esempio è evidente che Bolt poteva correre molto più velocemente, ma non l’ha fatto per interessi economici (per ogni record abbattuto viene assegnato un premio in denaro). Poi era evidente che le competizioni con giuria non erano imparziali…boh non so più che dire a riguardo. Probabilmente se mi chiedessero di immaginere le Olimpiadi di Berlino 36 me le immaginerei esattamente così, chi ospita si deve mettere in mostra e al contempo nascondere dei problemucci interni/internazionali, per Berlino ’36 c’era la preoccupazione del concetto di razza, per Cina 2008 la preoccupazione per il Tibet.
Onestamente se sono queste le condizioni in cui devono svolgersi le Olimpiadi preferisco non ci siano…faccio a meno.
E concludiamo come tutti gli articoli che trattano l’argomento…
A fra quattro anni!
Fabio
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Aug
22
2008
Il mio telefono sta lentamente ammazzando la mia vita 2.0.
Bisognerebbe ringraziarlo per questo…niente più ore perse su facebook, myspace…niente più avvisi del tipo “va a fare la cacca” su twitter…ora non sono più obbligato a inserire l’isbn su anobii prima di iniziare un libro!!!
E tutto questo perchè ho scelto la scomodità cioè preferisco navigare dal cellulare…è una navigazione un pò diversa…innanzitutto siccome è per pochi non c’è ancora pubblicità o quasi, le versioni per cellulari (ma si può andare anche su siti normali) sono ridotte all’osso sia graficamente che contenutisticamente. Facebook è molto meglio visto nella versione mobile: non perdi tempo, te ne sbatti allegramente degli altri contatti…fai solo quello che ti serve! Gmail ha un programma suo che ha la uguale a quella del sito…facile e veloce. I feed risultano veramente utili (sul pc alla fin fine puoi farne facilmente a meno, su opera mini invece ti facilitano la vita di molto)!!!
Ora non perdo più le ore su internet a girovagare senza meta…anche se è una cosa che mi piace fare comunque. Ho più tempo per pensare, questo forse avrà ripercussioni positive sulla qualità dei miei post futuri(?).
E comunque…ieri ho vinto a Carcassonne, ma quel che mi interessava di più era insegnare le regole a Diana ed Elisa…e le hanno capite! Probabilmente se io Pietro e Fra non avessimo chiuso la mega città con cattedrale voluta e impostaci dal Grande Architetto avrebbero potuto vincere loro! Comunque è tempo di aggiornare la wishlist…chiunque volesse regalarmi una maglia*, così, perchè non sa cosa fare sappia che ce n’è una fighissima…contattatemi per sapere dove comprarla…
[*questa maglia è la svolta!!! mi farà vincere sicuramente i mondiali cui ambisco!]
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