May
27
2007
Twenty-twenty-twenty four hours to go I wanna be sedated
Nothin’ to do and no where to go-o-oh I wanna be sedated
Just get me to the airport put me on a plane
Hurry hurry hurry before I go insane
I can’t control my fingers I can’t control my brain
Oh no no no no no
Twenty-twenty-twenty four hours to go….
Just put me in a wheelchair, get me on a plane
Hurry hurry hurry before I go insane
I can’t control my fingers I can’t control my brain
Oh no no no no no
Twenty-twenty-twenty four hours to go I wanna be sedated
Nothin’ to do and no where to go-o-o I wanna be sedated
Just put me in a wheelchair get me to the show
Hurry hurry hurry before I go loco
I can’t control my fingers I can’t control my toes
Oh no no no no no
Twenty-twenty-twenty four hours to go…
Just put me in a wheelchair…
Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated
Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated
Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated
Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated
solo per dire che domani ho il primo esame e quindi sono twenty-four hours to go e io sto così: Nothin’ to do and no where to go-o-o I wanna be sedated
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May
27
2007
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May
22
2007
È brutto da dire per uno che in certi periodi scrive una volta al giorno, però al momento sono in fermo mentale e ho poca ispirazione riguardo le cose da trattare. Magari mi torna un minuto dopo questo post, ma al momento penso che l’ispirazione sia in ferie, o più che altro penso che il tempo per i pensieri liberi nella mia testa sia stato soppresso per far posto ai pensieri di economia, nella fattispecie quelli riguardanti modello&teoria del bilancio d’esercizio e Bilancio consolidato (che sono i primi due esami che do)….
Quindi direi che ci si può aggiornare a fra qualche tempo…
A presto,
Fabio
P.S:
il fatto che vi avvisi di una mia assenza temporanea significa che fra qualche tempo tornerò…
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May
18
2007
Mi va di scrivere.
Togliamo la polvere da questa pagina libera e iniziamo. Impugno la penna e vi parlo del tema del viaggio (viaggio di piacere s’intende). Mi si apre una prateria ora, perchè potrei parlarvi del tema del viaggio come quella zozzeria che, al liceo, 2-3 studenti per classe raccontano, in varie salse, all’esame…oppure del viaggio di inizio novecento. Fatto di salvacondotti, fogli di via, conoscenti, fortuna, gente per bene, onestà, solidarietà fra viaggiatori sconosciuti, tempi lunghi, attese.
Quando si dice che i tempi sono cambiati si sbaglia, è cambiato proprio il tempo: la concezione di questo. Il ritmo frenetico di questo mondo è spettacolare come un onda: finché dura è bellissima. Ma la verità è che in un giorno non riusciamo a pensare ai nostri impegni con la società (lo studio, il lavoro, il fare questo o quello, etc.) e contemporaneamente esaminare a fondo noi stessi, trovarci. E tutto ciò si è esteso anche ai nostri viaggi.
Oggi giorno i viaggi si programmano: parto l’1 per il Giappone e torno il 15. A inizio novecento i viaggi si facevano: partirò per il Giappone.
Oggi in un viaggio devi fare quante più cose possibile: devo vedere il museo pincopallino che ci vuole almeno mezza giornata per farlo bene, devo fare le foto alla statua, devo assaggiare il piatto tipico, etc. Una volta si andava nel luogo e lo si esplorava, si incontrava la locanda sperduta, si trovava un bar di intellettuali, si visitava un museo per sei giorni di fila.
Al giorno d’oggi mi fanno ridere quelli che fanno i viaggi “pseudo interiori” in Tibet, Africa e posti simili in cui c’è una civiltà diversa dalla nostra, e lo programmano dicendo: parto l’1, poi sono a Pechino, guardo la piazza, vado in albergo, prendo il treno, etc. visito il tempio, compro il ricordino, etc. il 15 ritorno.
Per me questo è come essere rimasti a casa. Cos’hai in più? Cosa si apprende? Niente, al massimo acquisisci la voglia di vantarti con i tuoi simili di aver visto la tale montagna, il tale paesaggio, il tale museo che potresti vedere su internet, in un libro, in un filmato.
Il viaggio deve essere un periodo di tempo assolutamente non programmato nel quale devi essere disposto a dormire anche per terra su una strada, senza una tabella di marcia, senza troppe prenotazioni. Viaggio dev’essere sinonimo di avventura, non di cammino controllato su strade determinate.
Viaggiare senza scoprire nulla non è viaggiare. Nei veri viaggi, fossero anche a 2 km da casa, riscopri caratteri sopiti di te stesso. E questo è l’obiettivo: far entrare ciò che vedi, i nuovi limiti, dentro di te e fare in modo che ti cambino.
Fabio
P.S.
il sogno è un tipo di viaggio
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May
14
2007
E dopo il long post:
Tarapia tapioco , prematurata la supercazzola, o scherziamo? No, mi permetta, no io, scusi, no, noi siamo in quattro, come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribacco truffaldina come antifurto, per esempio
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