Jul
24
2010
A causa della mia imminente partenza per le ultime briciole di vacanze e per il successivo periodo di studio, il racconto della via francigena subirà un’interruzione. Si sappia solo che continuerò a scrivere su carta tutto ciò che ancora non ho scritto, in modo da avere una certa freschezza di ricordi. In più – e questo vi brucia un pò il finale della post-prossima puntata – avendo rotto l’htc desire lungo la tappa san gimignano – monteriggioni non avrò modo di aggiornare il blog fino a settembre inoltrato.
Ci scusiamo per il disagio provocato alle vostre avide menti. Avide di conoscenza, s’intende.
Fabio
2 comments | tags: diario, system | posted in comunicati stampa, in viaggio sulla francigena
Apr
20
2010
Per tutti coloro che seguono il blog via email,
alla fine di ogni email ci sono delle scritte in piccolo: ce n’è anche una che spiega come disiscriversi dal servizio qualora riteniate che sia troppo invadente o frequente. Per ora il servizio prevede l’invio di una sola email quotidiana nei giorni in cui vengono pubblicati nuovi post (non conta il numero dei post, verranno messi tutti in un’unica mail). Ho configurato il servizio di google in modo che l’email venga mandata alle 9 (o poco dopo).
Non so bene perchè ma credo che ricomincerò a scrivere più frequentemente, per cui, non volendo occupare le caselle email, vi metto il link per disiscriversi e, se vi sembra invece un buon sistema per seguire il blog, quello per iscriversi.
A presto,
e viva la trasparenza!
no comments | tags: system | posted in News, comunicati stampa
Apr
11
2010
E alla facciaccia di tutti quelli che si sono iscritti al flusso canalizzatore solo via feed vi comunico che la fonte delle vostre email ora è cambiata. E loro non lo sapranno mai.
Parlavo con la Bongio oggi…più che parlavo scrivevo su skype, ma il verbo va bene ugualmente…parlavamo appunto del vecchio blog.bretek.eu (ma anche del fatto che dico sempre che non ho amici) e del nuovo flusso canalizzatore e in senso più ampio del fatto che il flusso canalizzatore ha un piede a venezia (io) e uno a verona (quasi tutti i lettori, sottolineo il quasi)…e questo è indubbiamente un ostacolo perchè ovviamente avendo su 15 lettori 13 veronesi difficilmente scrivo cos’ho fatto la sera prima con tizio, caio e sempronio a venezia. Ammeso che comunque siano interessanti le mie gesta.
Allora ho trovato la soluzione…lasciare a post infinitamente geek (quindi rari) il flusso canalizzatore, tornare a parlare di cose intelligenti o quasi, o comunque che possano interessare, su red meeple. Non che sia facile…il problema della scissione mondo dell’autore / mondo del lettore permane, ma in qualche modo la migrazione del vecchissimo blog, su una piattaforma meno impegnativa come questa, certifica una presa di coscienza: non posso pretendere che vi dimentichiate delle vecchie cose scritte semplicemente oscurandole e coprendole con nuovi post molto saltuari, disorganizzati e scoordinati. L’oscuramento del sito precedente (bretek.eu) non è stata una mossa molto liberale, ma se non altro ora mi sono riappropriato della mia libertà di rivedere (per l’ennesima volta) le mie “scelte editoriali”…scritto con molte virgolette.
Red meeple. Letteralmente l’omino rosso, la pedina rossa…o come volete. I meeple sono gli omini/segnalini che si usano nei giochi da tavolo…credo siano, più precisamente, quelli con forma umanoide, tipo quelli di Scotland Yard o quelli di Carcassonne (inutile dire che il seguace rosso che uso in Carcassonne è automaticamente il logo di questo sito) e chissà quanti altri giochi…i carri armati di risiko (o Risk) per dire, non credo si chiamino meeple (come nome comune intendo, visto che sono dei normali tank(s)…ma per fare un esempio migliore: il ferro da stiro, in monopoly, non è un meeple). Red è solo il colore che più uso per giocare ai giochi da tavolo
. In pratica il red meeple è la figura che più mi rappresenta nei mondi fittizi, tipo quello dei giochi da tavolo o quello di internet.
Capisco il disappunto del cambiamento, davvero ennesimo, ma come sempre se uno è interessato aggiorna i feed o i preferiti e segue, altrimenti fa lo stesso. Il leit motiv della mia vita bloggara è stato sempre questo: scrivere per me stesso, nella speranza che interessi. Per altro: se vi eravate abbonati agli aggiornamenti via email non dovrete fare alcuna modifica di iscrizioni o simili. Ve lo dicevo che era una mossa saggia…
No better place for me to begin,
Fabio
no comments | tags: blog, diario, system | posted in News, appunti e racconti, comunicati stampa, internet
Oct
12
2009
Questo blog nacque il 10 ottobre 2004. Per sfizio e senza attenzione. Su questo oggetto, che non si capisce se sia il racconto o la macchina da scrivere, ho scritto da tanti posti, con tanti strumenti, di tanti argomenti. Il blog si può paragonare ad un diario, ma io preferisco una lettura più estensiva: preferisco intenderlo come una libreria. Nella libreria puoi mettere tante cose, fra cui il tuo diario. Puoi metterci l’album delle foto più importanti, o semplicemente belle. Puoi metterci i video che significano qualcosa. Puoi metterci i foglietti con le citazioni, puoi metterci le cose che hai scritto in vita tua. Puoi metterci la tua tesi di laruea, puoi metterci i cd preferiti, con le canzoni preferite. Un blog non è un diario, un blog è una sorta di pensatoio globale e sinestetico. Sinestetico nel senso che ci metti cose che uniscono più sensi. La definizione non è quella giusta, ma la parola sinestesia mi è sempre piaciuta.
Ora, dopo queste poche righe che descrivono cos’è un blog molto meglio di tutte le definizioni che troverete in giro sul web, è il momento di staccare la spina. E spiegarvi il perchè.
Per prima cosa il nome: bretek. Questo è nato tanti anni fa, più o meno quando ero alle medie, quindi nel millennio scorso. Non lo rifiuto perchè è vecchio – i nomi non invecchiano – lo cambio perchè è usurato e perchè sono arrivato al punto che la gente non distingue più fabio da bretek.
Seconda cosa: il blog bretek (ex bretek histories) è capace di continuare a descrivermi? questo è davvero il posto in cui le mie prossime “avventure” possano essere raccontate? E soprattutto: si tratta ancora di “avventure”? O solo di un obbligo che sento con me stesso? La risposta è articolata…1) no, bretek o bh non sono più capaci di descrivermi. Sono blog radicati su una città in cui vivo meno di prima 2-3) dato che la mia vita credo andrà verso l’ancor-meno-avventuroso-di-prima tali vicende escono dal tema che bretek (o bh) tratta. 4) brutto da dire ma dei tantissimi post che ho fatto alcuni li ho fatti solo con lo spirito del “dai scriviamo qualcosa a caso, che magari là fuori c’è qualcuno che vuol ridersela…”. Quindi ormai bretek is unfit to blog. Ecco, se volessi togliermi dei sassolini dalla scarpa potrei elencarvi tanti altri conoscenti che sono unfit to blog, però lascio che anche loro si accorgano di ciò che fanno e hanno fatto.
Poi altri grossi motivi non ce ne sono…certo: chiudendo questo blog risparmio 30€. Ma vi assicuro che sono fra i 30€ meglio spesi della mia vita. Le soddisfazioni sono state tantissime…escludiamo pure il veronablog award che pure è stato un bellissimo momento: vedere certi post con 20 commenti e passa, avere 30 utenti registrati…avere temi personalizzati-personalmente, vedere migliaia di commenti di spam su viagra e simili, sfornare post chilometrici come questo e poi cancellarli…parlare con gente che si ricorda i miei post (dopo anni, come ha fatto la diana ieri l’altro…l’altro o l’altro ancora), vedere verdeanita che condivide i miei post in google reader, leggere vanooger che in un post dice “dire [...] fa molto bretek”, vedere jack che si registra sempre per primo ogni volta che cambio piattaforma per aiutarmi a gestire il tutto, sapere che c’è sempre pietro o michele che leggono il blog pur non commentando mai (e lo stesso faccio io), litigare con luca sulla non politica di cui parlo, fare painting di persone dell’università conosciute da pochi giorni, far vedere il blog a marre mentre ci lavoricchio su, mettere una foto nell’header con tutto o quasi quello che mi descrive…leggere commenti scritti via skype di persona (“che non tutti devono poter leggere”)…anche leggere i commenti di scambio con altri blog (tipo quello della bongio e di gulietti) è una bella sensazione…un pò web 1.0 però è carina come cosa…oppure leggere commenti da altri blogger-trend-setter tipo dietnam o alebino o domiziano…scrivere recensioni che nessuno leggerà mai…ce ne sono tante di sensazioni belle che un blog può dare.
Anche scrivere in modo che nessuno possa capire è una gran bella sensazione…non ha molto senso ma mi piace. In realtà mi è piaciuto avere anche periodi di bassa ispirazione…dover rincorrere me stesso per buttar giù due righe…bello bello.
Ecco tutto ciò finisce qua, più o meno. Bretek sicuramente muore qua, a metà ottobre 2009. Bretek non verrà a Venezia. Nè resterà a Verona…tornerà da dove è venuto. Da un computer, e speriamo abbia una bella vita lì
Si parlava di quant’è bello scrivere post lunghi….e questo è l’ultimo di quelli. Qui.
Addio grande blog,
Fabio.
P.S.
fino a prima del ps ho scritto 761 parole. 7 x 6 x 1 sapete quanto fa?
42.
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Sep
4
2009
“Oggi non ho fatto granchè“. Questo più o meno è ciò che mi dico da due mesi a questa parte…solo che oggi qualcosina l’ho fatto. Ho praticamente picconato questo blog – si, questo che state leggendo – mettendo nero su bianco un paio di idee…idee folli, fatte da chi ha sempre fame di idee. I progetti finiscono, e questo blog era un progetto in fondo…un progetto anche ben riuscito! Tutte le cose belle finisicono d’altronde. Ma solo quelle a cui teniamo finiscono lentamente…ed è il caso di questo blog. Due (e chissà quanti altri) mesi di nulla! A quest’aggeggio ci tengo particolarmente, ma mi servono nuove forme e nuovi tempi d’espressione. Il concetto è difficile da spiegare e le motivazioni sono lunghe. Le terrò per il vero-forse-addio al blogging di professione, quello fatto di domini da 20-30€ l’anno, di temi e piattaforme sofisticate, di statistiche mensili, etc…Quel che è certo è che non ho mai ben capito che ci troviate di interessante nel leggere le storie di uno che non fa nulla di speciale…ma questa domanda me la continuerò a fare: per altri tempi e forme. Infatti voi potrete ancora leggere e sapere cosa faccio e soprattutto cosa penso! Vi basterà cercare nei luoghi giusti…sarebbe ingrato da parte mia aver trascinato i miei lettori – molti dei quali li conosco di persona e li vedo per strada un giorno si e uno no – fin qui e poi smettere di pubblicare mie notizie proprio quando sono in procinto di allontanarmi geograficamente.
No…avrete davvero modo di seguirmi…ma sarò un pò più in mezzo alla folla. Perchè è da lì che racconterò…magari parlerò un pò più degli altri, e meno di me. Magari. [questa è una di quelle cose scritte in matita...e comunque cercando di fare [ mi è uscito π...chiaro segnale che è la strada giusta. π è la svolta]
Si entra nel nuovo decennio, si cambiano i punti di vista. Mi pare ovvio. Ma tutto ciò lo rimando al futuro…quando davvero questa demolizione controllata avverrà.
Per ora ci sta un a presto come al solito,
Fabio
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